La settimana passata è stata accettabile, anche perché non saprei quale altro aggettivo potrebbe meglio descriverla. Ricca di attività, di incontri, di momenti sereni, di tensioni, ripensamenti e di tanto sesso gioioso (a cui ovviamente attribuisco i momenti sereni). Dopo qualche intoppo degli ultimi tempi, dipeso secondo me dalla frustrazione della mancanza di soldi e realizzazione, far l'amore mi mette di nuovo di buon umore e ne ho un gran voglia insaziabile. L'abbiamo fatto ogni giorno in una fantastica escalation di orgasmi che ha colorato di felicità i nostri momenti insieme. Passa in secondo piano tutto il resto e si sopporta meglio. In più mi sono recata nell'azienda per cui ho lavoricchiato (termine patetico) per un paio di mesi quest'estate, che mi doveva ancora quattro miseri soldi di luglio, cosa che mi ha fatto piacere anche se poi l'incontro è finito nel farci sprofondare nell'imbarazzo più completo quando ci siamo rese conto tutte e tre (io e le due titolari dello studio) che avevamo esaurito i convenevoli e le solite vuote banalità che ci si dice tanto per riempire i silenzi. Non si sa se le rivedrò, probabilmente no, almeno non a breve e di certo non posso far affidamento su di loro...peccato, perché per una volta mi trovavo davvero bene e l'onestà che dimostravano mi sembrava sempre sincera (e forse è per questo che lavorano poco, ahimè). Insomma ci stavo quasi riuscendo, a non perdermi nei miei trionfali sconforti...Ma ieri leggo degli articoli online scritti per una rivista di una certa importanza da una mia ex compagna del liceo, una tipa senza dubbio in gamba, intelligente, ora imprenditrice di successo (presumo), brillante anche nella vita privata, che sembra aver collezionato trionfi in tutti i campi in cui si è cimentata. Una donna bruttissima ma capace di compensare le sue (trascurabili) carenze fisiche con tutto il resto. Superfluo dire quanto io la invidii, in senso buono. D'altronde ha sempre fatto le cose per bene, fin dalla scuola. Dopo aver letto i suoi frizzanti articoli, davvero ben scritti e molto piacevoli, sempre ricchi di spunti e ragionamenti, passo in rassegna le donne che conosco, aiuto. Sono tutte più o meno realizzate, intendo professionalmente. Non ne conosco una che abbia dei problemi simili ai miei (a meno che non abbia 20 anni, ma anche così non ne sarei tanto sicura). La discriminazione sessuale esiste più che mai in questo paese di merda, anch'io l'ho vissuta ma loro l'hanno sconfitta. Chi lavora nel pubblico, chi nelle aziende private, tutte dimostrano una determinazione e una sicurezza nelle loro scelte lavorative (e un pizzico di fortuna che non guasta). Poi forse qualcuna avrà anche una vita privata che fa schifo, non dico di no, forse qualcuna ha l'aria di non scopare da 5 anni o giù di lì ma chissenefrega cavolo (cioè no, io sarei disperata e probabilmente avrei una collezione sterminata di vibratori, ma era tanto per dire). Sembra che queste donne emancipate siano delle degne vendicatrici della femminilità frustrata e repressa dei secoli passati, un riscatto per tutte quelle poverette bruciate sul rogo con l'accusa di stregoneria, di quelle oppresse da famiglie maschiliste e patriarcali, di quelle costrette ad essere solo fabbriche di figli e vittime senza voce. Io no, mi guardo e credo di vedere la donna in uno stadio più antico, una strega cinquecentesca che si nasconde nel suo antro, che lotta con e nella natura, un'eretica di tempi estinti, tutta arruffata e inzaccherata, vestita di stracci e tremendamente eccitante. Una donna triste e dipendente dal magro stipendio del marito. Che non riesce nemmeno ad ammettere la verità, insopportabile, di essere diventata prima disoccupata e poi casalinga, due termini osceni da cui mi ritraggo inorridita.
Be' in tutto questo quel che mi rimane è la voglia di far l'amore. Questo pomeriggio, mentre tutte queste donne si strapperanno i capelli in ufficio, esaurendo le loro energie per rivendicare la loro emancipazione, io me ne starò probabilmente sul divano a godere a squarciagola della mia eresia. Consoliamoci così.
Nessun commento:
Posta un commento