E rieccomi dopo mesi di assenza da questo blog. Dopo avventure, esperienze, eventi che sono rimasti silenziosi ricordi. Ho in archivio ormai una ventina di bozze di questi ultimi tempi mai pubblicate, assopite e abbandonate nella polvere.
Riemergo per lo sconcerto, un po' sciocco forse, un po' infantile, dei miei ultimi giorni e voglio essere brevissima. Leggo ogni giorno pillole nauseanti sullo squallore italiano del Rubygate. Leggo di ragazze per cui duemila euro non sono che un dettaglio, una briciola che cade dal grande tavolo e che talvolta non vale la pena un muscolo teso ad afferrarla. Certo sono storie che finiscono sul giornale, che inondano di schifo le nostre case. Mentre altre persone, comuni nella loro vita comune, lottano per uno stipendio da fame. Non voglio sembrare una replica dei programmi di Santoro e Lerner, sto parlando di cose che ho visto coi miei occhi in meno di una settimana.
Il volontariato è un mondo eterogeneo e variopinto, l'ho già detto mille volte credo. Ogni tanto apre delle porte, offre delle opportunità. In un rifugio per animali in cui vado con una certa frequenza, una ragazza che lavora lì da 20 anni, da quando era minorenne (guardate l'analogia con le vicende d'attualità...), prima come semplice volontaria, poi con regolare e fortuito contratto, lascia improvvisamente il suo posto carico di responsabilità. E' una donna dura, pratica, con una propria vita privata, una famiglia che l'aspetta a casa e che si appoggia sulle sue spalle. Anche il suo lavoro è gravoso. La guardo spesso che fatica a testa bassa e con la sua consueta espressione concentrata e determinata negli occhi. Ma da un po' non ce la fa più, non trova più quel terreno comune su cui lottava. Si apre il varco di un posto vacante nel prossimo futuro. Ovviamente ci vorranno mesi di formazione. Io so esattamente il lavoro da svolgere nel rifugio, è pesante, richiede distacco, responsabilità, umiltà, determinazione. Mi spaventa, ma ci penso su. Parlo con altre persone, mi confronto, non so perché ma mi illudo di essere l'unica a ritenerlo come una svolta da prendere in considerazione. Percepisco che, se mi facessi davvero avanti, tutti sarebbero dalla mia parte. L'annuncio ufficiale della ricerca di una persona nuova, che ricopra quel ruolo, viene data dalla presidente del rifugio di fronte ad un plotone ammutolito di persone. Sembra cadere nel nulla. Come una bimbetta alle prime armi, mi convinco che la ricerca sarà ardua. Sono convinta che un lavoro simile spaventi, e soprattutto sono incredibilmente deficiente nel credere che tutti gli astanti e i loro amici, parenti e conoscenti abbiano già come occupare in modo lucroso e redditizio le proprie giornate. Rimugino un paio di giorni, mio marito come sempre mi sprona. E' un lavoro part time, in regola, ma che di certo non ha nulla a che fare con i compensi elargiti alle protette e care amiche dal nostro generoso premier. Insomma, son quattro soldi al mese, ed è già un grosso sforzo per l'associazione.
Ieri sera chiamo la presidente, sono in imbarazzo ma voglio candidarmi. La sento subito tiepida e distante, comincio ad insospettirmi. E soprattutto capisco di colpo la semplice ma inaspettata verità: ragazzi, mettiamoci in fila! Sono addirittura arrivata tardi, in quel mio tentennare di pochi giorni. E io che credevo che al massimo saremmo stati in due!! Ma dove vivo?! Fosse anche un posto di giardiniere sulla Luna, saremmo già un bel gruppetto a spintonarci al check in dello shuttle.
La selezione, mi pare di capire, sarà durissima. Si procede forse per titoli, forse per esperienza maturata, forse per necessità, forse per merito, forse per estrazione casuale, non è ancora chiaro. Il lavoro, che inizialmente vedevo come una bella occupazione a contatto con gli animali e la natura, più che altro una passione che, per un colpo repentino di fortuna, può diventare remunerata, si trasforma in un posto qualunque alle poste.
Ora devo appena costruire un curriculum ad hoc anche per la mia attività di volontariato e devo anche studiarmelo bene, se voglio almeno essere presa in considerazione. Be', credo proprio che dovrò farcirlo con tanta panna, ciliegine, canditi profumati che gonfino il ripieno perché la sensazione che ho è di trovarmi a lottare gomito a gomito con gente agguerritissima, probabilmente con la laurea, con studi di veterinaria o etologia alle spalle, con corsi e super corsi di addestramento cani, cavalli, trichechi, balene e unicorni.
In un ambiente in cui opero da tempo, sono ridiventata nessuno, o forse una in mezzo ai tanti. Rimbocchiamoci le maniche, armiamoci anche di ironia e di buona volontà. E di tanta curiosità, perché voglio vedere come andrà a finire, chi la spunterà nella guerra per un posto part time a poco meno di mille euro al mese.