martedì 9 novembre 2010
I giovani "NON +"
Ebbene sì, aveva ragione mio marito interpellato per l'occasione perché sempre più moderato e meno impulsivo di me (ma anche la mia vocina recondita e nascosta che mi sussurava da un angolo non troppo remoto del cervello). Il sito già citato e fonte d'ispirazione del precendente post, I giovani disposti a tutto, ha strappato la maschera della provocazione e si è invece rivelato per quello che è, una voce di denuncia e ribellione, parole che nel pronunciarle mi soddisfano il palato come un succulento babà al rhum napoletano. Meno male, tiro un sospiro di sollievo quando leggo il "NON +" scritto a caratteri cubitali sulle scandalose offerte di lavoro. Certo per ora questi giovani NON + si stanno organizzando gradualmente, si stanno attivando per ora solo con le figurine da appiccicare dove la truffa ad un'intera generazione grida vendetta da chilometri di distanza, ma giustamente facciamo un passo alla volta (e non tutto subito come vorrebbe il mio temperamento). Fa piacere, tra l'altro, constatare nel forum del sito che non sono l'unica a puntare il dito contro gli stessi giovani perché proprio nell'accettare qualsiasi cosa rovesciano badilate di...ehm...fango su tutti gli altri. E mi ritorna spesso in mente quel cliente che mi aveva contattato un annetto fa per realizzare un sito web per la sua attività. Avevamo un amico comune che ovviamente aveva fatto da tramite. Ci incontriamo in un'orrenda serata piovosa di primavera, dopo aver appena appreso dal mio ex datore di lavoro temporaneo che non mi avrebbe rinnovato il contratto e che anzi tutti nell'ufficio avrebbero sfoderato il più gagliardo zelo per allontanarmi (visto che ero giovane, sposata, non disposta a tutto e soprattutto stanca di fare da maggiordomo in uno studio legale con cui avevo poco da spartire). Insomma inutile dire che quella sera non ero proprio la classica personcina solare e dal sorriso smagliante che campeggia di solito nelle pubblicità delle agenzie interinali. Mi sforzo di uscire dal guscio buio di umore tetro come il cielo e striscio all'appuntamento con questo bravo cliente, tra l'altro poco più vecchio di me e titolare di una ditta piuttosto avviata. Con i clienti, si sa, bisogna sempre essere disponibili e sorridenti, purtroppo quasi disposti a tutto. Evidentemente ero incappata proprio in quello che voleva mettere alla prova fino allo stremo questo motto ed infatti esordisce subito sorseggiando un gingerino macchiato di vino: "Guarda, lo so che fare un sito è una cavolata e me lo farei da solo, ma purtroppo non ho tempo..." Che bello, penso, uno che apprezza e rispetta il lavoro altrui...Già provata dalla giornataccia, con la stanchezza appollaiata sulla spalla come un'invadente scimmietta, lascio correre e fingo di nulla, forse boffonchio qualche parola di dissenso tra i denti così, tanto per salvarmi la faccia. Ovviamente le chicche si snocciolano una dopo l'altra dalla bocca piena di tartine del mio bravo cliente, così come gli elogi verso il proprio curriculum si sprecano e gli osanna ai suoi lavori di geometra pure. Non vuole spendere, lo slogan che va per la maggiore al giorno d'oggi, però vuole tutto e stupendamente. Vuole animazioni in flash, archivi, illustrazioni, area riservata, gallery d'immagini, ci mancava che volesse anche un viaggio premio regalato dalla sottoscritta o una cena a lume di candela con Carla Bruni mentre io avevo imbavagliato e legato ad una sedia Sarkozy nel sottoscala. Il tutto per la modica cifra di 100 euro. Be' giusto no? Siamo in tempo di crisi, e chi non vuole risparmiare? Poi lo sappiamo tutti che fare un sito così e che funzioni, non può che essere una cavolata. Il giorno dopo, per correttezza, stilo un preventivo che chiaramente esce dal budget come un pilota di Formula Uno impazzito, tentando forse in maniera puerile di spiegare al mio cliente che improvvisamente la cavolata si è trasformata in una cosa seria, come a dire "Houston Houston abbiamo un problema..." D'accordo non sono un genio come venditrice di me stessa, e il mio cliente non doveva essere una persona molto spiritosa quando si toccava il suo portafoglio e non il mio, per cui quando l'ho risentito al telefono era molto arrabbiato e ha tagliato corto, asserendo il proprio improvviso disinteresse e l'intenzione di arrangiarsi da solo. Bene, buon lavoro. Tempo dopo, per curiosità, decido di verificare il suo lavoro autonomo, in solitaria, la sua personale masturbazione mediatica e scopro nella homepage una bellissima signorina animata, con le poppe al vento e i labbroni a canotto, che strizza l'occhio al visitatore mentre sculetta il benvenuto. Ero tentata di mandare una mail di congratulazioni, un sito che traspira serietà e professionalità, quel che ci vuole per una ditta di geometri, e chi avrebbe potuto fare di meglio?
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Cara Mumay, questo settore va avanti solo perché i clienti non hanno più il tempo di farsi la comunicazione da soli, mica per altro. E comunque, adesso, stanno fallendo tutti. E non solo per la crisi mondiale. Il problema è che non possiamo nemmeno prenderci più di tanto la soddisfazione di esultare alle loro spalle, perché la loro idiozia ha lasciato per strada un sacco di famiglie.
RispondiEliminaTristemente vero. Certo io non andrei col mal di pancia dal medico a dirgli:"So che operare qualcuno per appendicite è una banalata di routine e mi aprirei la pancia sola se avessi un coltello abbastanza affilato in casa..."
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