mercoledì 30 marzo 2011

Misteri del palinsesto

Finalmente avevano creato un programmino decente per la televisione. Non ne ero una fan sfegatata ma era piacevole da guardare se per caso non avevo nulla di meglio da fare. La verità è che l'ho guardato sempre, perché mio marito si divertiva un mondo (beato lui, che chiaramente non ha di questi problemi). Si chiamava Il contratto: 3 giovani partecipanti dovevano accapparrarsi realmente un contratto a tempo indeterminato per l'azienda di turno che lo metteva a disposizione, dopo un periodo di stage di una settimana, monitorato ovviamente dalle telecamere. I partecipanti, nel frattempo, invece di rilassarsi alla fine dell'orario di lavoro, magari raccimolando le forze per i giorni seguenti, venivano ulteriormente torturati dai sadici esercizi ludici del tutor, inviato per l'occasione a casa loro ogni sera (della serie, che ti tocca fa' pe' campà).
Parlo al passato perché dopo le prime 4 o 5 puntate è stato eliminato dal palinsesto serale e catapultato in una fascia oraria per nonnetti semi-deambulanti con catetere strisciante al fianco. Grazie mille, davvero. Grazie perché, dopo le innumerevoli serate in compagnia dei cassaintegrati con 8 figli e la moglie disoccupata, i licenziati di fresco dalle grosse multinazionali reduci dalla bancarotta fraudolenta e via dicendo, si poteva assistere ad una tiepida e arrancante alternativa, ad un flebile tentativo d'aiuto in forma gradevole e simpatica. Non sono contraria ai cassaintegrati o ai licenziati di fresco, ovviamente no, anzi, ci mancherebbe. Certo che assistere impotenti a questo sfacelo sociale senza proporre, concretamente, soluzioni o alternative o semplicemente senza tendere una mano, alla lunga stanca. Ecco che questo programmino de La7 proponeva consigli, suggerimenti (oltre a promuovere diverse realtà aziendali), interrogava esperti e tentava di dare una risposta a tutti quelli che cercano disperatamente un lavoro che non si trova, magari dopo mille anni di studio e precarietà. Tra l'altro si riusciva a sbirciare anche tra i profili realmente ricercati dalle aziende, si comprendeva finalmente qual è il candidato ideale. Insomma, uno spiraglio di speranza. Un programma interessante, che ora potranno godersi i nonnetti in tutta calma ciucciando la minestra con la cannuccia. Loro sì che ne hanno bisogno. Grazie, grazie di cuore!

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