domenica 5 giugno 2011

Vita d'artista (laureata)

No, non ho adottato il secondo cane. Dopo una nottata passata insonne a fumare sigarette in terrazza avvolta da una coperta come una profuga appena sbarcata a Lampedusa, ho deciso per il no, complice il mio cane che in quelle fumose ore notturne mi spiava perplesso e poi se ne tornava a dormire con uno sgrunt di disapprovazione. In compenso ne abbiamo salvati sette che ora se la godono lontani dalle sbarre squallide e oscene del canile lager da cui li abbiamo sottratti.
Sono passate le settimane da quel giorno di missione in terra straniera. In patria le giornate si sono avvolte su se stesse per poi srotolare tante belle perle di ilarità. Una di queste riflette bene la situazione dei giovani laureati italiani a caccia di lavoro e porta la firma luccicante di mia cognata, la mia dolcissima cognatina. Una cascata di riccioli biondi alla Candy Candy e un sorrisetto innocente da Bunny il leprotto. Facile farsi ingannare dalle apparenze, è una furbona micidiale. Laurea in ingegneria, conseguita con qualche fatica ma nei tempi giusti e con un poderoso calcio in culo, mia cognata non ha mai smesso un giorno di lavorare. Certo, è saltata da un'aziendula all'altra, in qualcuna le veniva spesso da vomitare solo a pensarci. Finalmente ha ottenuto il famigerato innarrivabile contratto a tempo indeterminato nella multinazionale dei suoi sogni. Alleluja alleluja. Lì si è ritrovata relegata in un becero sottoscala a compilare database (e io sono maligna quando dico che per lei era già tanto...). Ed ecco che molla tutto per un contrattino a progetto senza sbocco alcuno. Forse gli anni passavano anche per lei e la sensazione di giovinezza e spensieratezza dell'inflazionato contratto a progetto era impagabile. Poi, a trent'anni suonati da poco, ha scoperto la sua vera vocazione, fare l'artista. Persegue questa scelta con tanto di breviario sul comodino, il libro "Vita d'artista" o "Artista in 10 mosse" o roba simile, da cui trae ispirazione (e io ringrazio sempre il cielo per aver incontrato e sposato il primogenito, decisamente riuscito meglio). Da un paio d'anni si cimenta in video riprese, ovviamente aggregandosi con chi le sa fare sul serio o quasi, forse vampirizzando le idee altrui (cosa che le riesce piuttosto bene) e confondendo questa sua capacità col talento. Quindi ora ci ha annunciato che molla tutto sul serio per trasferirsi in una cittadina dell'Europa dell'est dove per un anno seguirà un corso per affinare la sua arte. Insomma tradotto: emigra con una borsa Erasmus stanziata per ventenni mantenuti da mamma e papà. E si sente una gran figa. Alla cena organizzata per darci l'incredibile notizia ci legge una lettera lunghissima dalla dubbia sintassi che ripercorre le tappe salienti della sua vita e il percorso tortuoso del suo destino che ora la spinge laggiù, in una fredda e angusta cittadina dell'est. Si aspetta baci e applausi, pacche sulle spalle, esultanti incoraggiamenti. La causa dell'assenza di essi viene attribuita a mio marito, che ha instillato in mamma tanta ansia e preoccupazione. Ci ripete con tono saggio e astuto che del futuro non v'è certezza. Quindi facciamo a pezzi quel che resta dell'oggi. E' un genio.

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